L'OCEANO IN UN SORSO
Dipinto a olio su tela, formato 80 x 100 cm. Benvenuti nel mio viaggio: "L'Oceano in un Sorso"
Quando ho iniziato a dipingere quest'opera, non volevo solo creare un'immagine, ma costruire un'esperienza che cambiasse insieme a chi la guarda. Per questo, il quadro che vedete non ha un "alto" o un "basso" fisso: è stato concepito per essere ruotato e vissuto da tre prospettive diverse.
Il senso della fragilità Al centro di tutto c'è il veliero. L'ho scelto perché, per me, rappresenta la condizione umana: un guscio sottile, fatto di legno e coraggio, costantemente messo alla prova dagli elementi. Ma la sfida che ho voluto rappresentare qui è diversa dal solito.
La tempesta nel bicchiere Guardate bene i contenitori che racchiudono il mare: non sono clessidre, sono due bicchieri. È un'immagine che mi affascina perché contiene un paradosso: la furia indomabile di un oceano in tempesta, prigioniera della fragilità domestica del vetro. Siamo noi, con le nostre emozioni travolgenti e le nostre battaglie interiori, chiusi dentro i limiti della realtà quotidiana, dentro quel "bicchiere" che definisce i confini delle nostre vite.
Le tre visioni
Quando guardate il quadro in verticale, vedete un riflesso speculare. È il gioco del doppio, dove il sopra e il sotto si confondono, suggerendo che ogni nostra tempesta ha un'eco profonda dentro di noi, una parte visibile e una sommersa.
Quando lo ruotate in orizzontale, i bicchieri sembrano quasi toccarsi in un brindisi o scontrarsi in un abbraccio. Qui la gravità scompare e i velieri sembrano navigare verso un centro oscuro, un portale che ci spinge a chiederci cosa ci sia oltre il confine di quel vetro.
Ho scelto queste tonalità di blu e verde acqua per darvi la sensazione di un sogno, di qualcosa di sospeso. La schiuma che vedete infrangersi sui bordi è il mio modo di dirvi che, anche se siamo fragili e confinati, la forza che abbiamo dentro cerca sempre un modo per traboccare e andare oltre.


